Diciamo NO

alla proposta di legge n. 1360.
che vuole equiparare tutti i combattenti della Seconda Guerra Mondiale.

Rispettiamo tutti i caduti,
ma pensiamo che esista una differenza tra chi ha combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese a chi invece ha fatto il gioco del regime nazifascista.

Chiediamo Rispetto per tutte le persone che hanno dato la vita per garantire la nostra libertà.

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18 commenti

  1. Clelio Michele scrive:

    Concordo perfettamente sulla differenza sostanziale di chi ha combattuto dall’una o dall’altra parte. Concederei soltanto l’indulgenza a quei ragazzi, che disorientati dal trambusto dell’infausto momento, e deboli di carattere, nell’esigenza di dover decidere senza indugio, hanno fatto la scelta inconsapevolmente sbagliata, purché non si siano macchiati di azioni criminali. Li perdonerei, seppure con distinzione, purché nell’infame falange in cui hanno operato, non si siano macchiati di azioni criminali.
    Clelio Michele.

    Clelio Michele.

  2. edgardo rossi scrive:

    C’era e c’è e ci sarà sempre una grande differenza tra chi combattè il naìzifascismo e chi invece vi aderì.
    L’inconsapevolezza della scelta non puà giustificarla. Non ci si puà appellare alla buona fede, i morti possono anche essere tutti uguali, ma la causa per cui si è combattuto no!

  3. piero carcano dei cantosociale scrive:

    condividiamo in pieno l’iniziativa se serve supportarla noi ci stiamo
    siamo i cantosociale gruppo musicale di area lombarda-piemontese http://www.cantosociale.it

  4. Pierangelo scrive:

    Francamente questa legge mi lascia sconcertato. Già la precedente legislatura di questo governo aveva tentato di farlo, facendo intervenire i CARC e le associazioni a favore della Resistenza. Ora ci siamo di nuovo? Sono perfettamente d’accordo con questo sito e con chi vuole evitare l’equiparazione, con una differenza: io non rispetto tutti i caduti, perchè equiparare i caduti per la libertà ai caduti nazifascisti equivale a equiparare la morte di un rapinatore e del poliziotto ucciso per catturarlo. Con la differenza che il rapinatore ha commesso un reato ed ha violato la legge (e sappiamo cosa hanno fatto i nazifascisti). Forse è perchè esistono persone che “equiparano” (e dimenticano) in questo modo che durante la II guerra mondiale gli Alleati hanno accettato l’Italia come “cobelligerante” e non come “Alleato”.

    Senza offesa in alcun modo per i patrioti, i soldati italiani (in stato di guerra si DEVONO eseguire gli ordini) e a quelli che hanno combattuto dalla parte giusta.

  5. Pierangelo scrive:

    Condivido in pieno l’iniziativa, e sono perfettamente d’accordo sulla differenza di chi ha combattuto per il nazifascismo e chi lo ha fatto per liberare l’Italia dal regime. Ritengo scandaloso equiparare le due fazioni.

  6. Bruno Rapallo scrive:

    La mia compagna e convivente, Alessandra Alberisio, vorrebbe firmare anche lei ma come indirizzo E-mail può utilizzare solo il mio, perché abbiamo un solo computer e una sola connessione Internet a mio nome. Il vostro sito non permette però invii di nomi e cognomi diversi da uno stesso indirizzo E-mail. Potete rimediare in qualche modo, o dobbiamo ricorrere a computer di amici ? (i quali peraltro a loro volta non potranno più aderire alla vostra iniziativa se faranno accedere altri tramite il proprio indirizzo).
    Grazie

  7. Ángeles Aguado López scrive:

    Insomma! Basta con questa ipocrisia istituzionalizzata!
    Non si possono paragonare i morti di chi la guerra l’ha subito con i morti di coloro che la guerra l’hanno provocata!!!
    ¡Basta ya!

  8. Aldo Sacchetti scrive:

    La responsabilità di questo rigurgido di fascismo va ricercata nella deprecabile politicizzazione che si è voluto dare alla Resistenza prima e dopo la Liberazione. Ho avuto l’onore di partecipare alla Lotta di Liberazione, prima con Duccio Galimberti e poi con il Cap.Piero Cosa assumendo il comando di una Divisione :la III Alpi di Val Pesio. Cuneo.

  9. Antonio Elle scrive:

    Se fosse solo una questione di pietà umana, di distensione, di condivisione tra tutti di una drammatica pagina della nostra storia, ad equiparare tutti i combattenti sarebbero stati per primi i padri fondatori della repubblica o i governi che si sono succeduti fino a quindici anni fa. Da questo ne scaturisce che secondo me ci sarebbero anche dei profili di incostituzionalità dei questa legge. In molti dimendicano che molti appartenenti alla RSI si sono macchiati di orrendi crimini contro l’umanità e che sono gia stati graziati politicamente e giudiziariamente subito dopo la fine della guerra (i processi per i crimini commessi contro le popolazioni a carico di italiani appartenentei all’RSI sono stati sono una mezza dozzina, nulla in confronto di quelli celebrati negli altri paesi nei contronti dei connazionali che appoggiarono i tedeschi). Altri commenti si potrebbero fare sulla legge delle c.d. epurazioni, mai completamente applicata, tutt’altro. Mentre molti ex-fascisti entrarono in polizia o nelle forze armate i pochi partiginai che ebbero la possibilità di trovare questi tipi di impieghi furono costantemente tenuti sotto controllo dai superiori e sulle loro cartelle personali contenenti i loro documenti vi era trascritta una grande P in rosso.
    Partigiano = Pericoloso.

  10. lucia valori scrive:

    Sono un’iscritta all’ANPI e sono felice di aderire ad un’iniziativa che rende giustizia alla storia!

  11. Marco Ghiglieri scrive:

    La proposta recita: “Solo partendo da considerazioni contingenti
    e realistiche è finalmente possibile
    quella rimozione collettiva della memoria
    ingrata di uno scontro che fu militare e
    ideale, oramai lontano, eredità amara di
    un passato doloroso, consegnato per sempre
    alla storia patria.”
    Rimozione della memoria? Eredità di un passato consegnato alla storia?
    Giammai!!!

  12. Mario Colombari scrive:

    Il mio commento è in sintonia con la poesia un giovane poeta e amico (Ivano Malcotti)

    NESSUNA PACIFICAZIONE

    Corpi Vitali
    corpi del meraviglioso
    aere di libertà
    e
    corpi degenerati di violenza
    corpi del vile aere di annientamento
    NESSUNA UNIONE
    NESSUNA PACIFICAZIONE
    con i figli del teschio
    perché il riverbero dello sterminio
    s’irradi solo nella memoria
    della meschinità umana*

    Ivano Malcotti

    *La storia non si riscrive: tra coloro che scelsero le montagne, il freddo.
    La morte per la libertà, la libertà di tutti e coloro che scelsero le caserme
    riscaldate, il rancio abbondante della infame Salò, lo stipendio assicurato
    delle SS, il delirio di onnipotenza dei forni crematori e dei milioni di morti inceneriti, i convogli ferroviari di ossa umane destinate alla soluzione finale.

    NON CI POTRA’ MAI ESSERE PACIFICAZIONE.
    I MORTI HANNO DUE SIDERALI PESI DIVERSI, SI METTANO IL CUORE
    IN PACE I NOSTRI PASTORI D’ANIME, I NOSTRI VERGOGNOSI
    POLITICI E LE NOSTRE FICTIONS TELEVISIVE DI PROPAGANDA
    AZIENDALISTICA DEGNA DA MINCULPOP

  13. stefano cruciani scrive:

    Carissimi,
    come figlio di Partigiano, come antifascista e cittadino responsabile di questo Paese, sono molto lieto di questa civile iniziativa. Credo che la Democrazia si possa difendere anche utilizzando questi moderni strumenti, che ci consentono, con rapidità di inserirci in una grandissima rete di informazione e comunicazione. Continuiamo,con energia, e con tutti metodi previsti dal nostro impianto legislativo, la mobilitazione per la difesa della Democrazia, della Costituzione e della Repubblica.

  14. g scrive:

    Dopo le dichiarazioni del ministro La Russa secondo cui i partigiani rossi non possono essere considerati mportatori di libertà e che sarebbe necessario distinguere tra partigiani buoni e cattivi, credo che firmare questa contro la 1360 sia ancor più un dovere civile e democratico. Le origini antifasciste della Repubblica Italiana e della nostra democrazia non possono essere cancellate, negate o riscritte da nessun governo e nessun programma propagandistico e revisionista!

  15. anche io sono figlio di partigiano. Ho firmato qui e anche su Articolo 21. Ieri sui miei blog http://www.pagineonlife.it e http://www.pagineonlife.wordpress.com ho scritto : “A pochi giorni dal 25 aprile mi va di ricordare una persona che non c’è più. Si chiamava Enrichetta Comincioli e quando le parlai aveva 72 anni. Era novembre del 1995 ed Erich Priebke, il capitano delle SS che partecipò alla pianificazione e alla realizzazione della strage delle Fosse Ardeatine era appena stato estradato in Italia dall’Argentina. Enrichetta Comincioli lo vide in Tv e mi disse: “Vorrei partire per Roma e vederlo in faccia di persona e gridargli tutto il mio dolore”.

    Quando Enrichetta aveva solo 21 anni, Priebke era stato il suo aguzzino: nel ‘44 la tenne prigioniera a Villa Brignetti, il quartier generale della gestapo, una villa di via Panoramica a Brescia, la villa da dove partivano i rastrellamenti dei partigiani in Val Trompia e dove i tedeschi tornavano con le loro vittime per gli interrogatori. E tra loro, tra le vittime dei torturatori c’era anche Enrichetta Comincioli. Le sue parole: “Quando l’ho visto in Tv mentre saliva sull’aereo, col suo bel soprabito, il cappello in testa, mi sono sentita male. Mi crede se le dico che ancora adesso ho paura”. Paura e dolore. In quella villa, vennero torturati Bruno Gilardoni, comandante partigiano e tanti altri. Durò un mese la prigionia di Enrichetta Comincioli. I tedeschi volevano sapere dove si nascondevano i partigiani. Ma lei non era una partigiana. Ma la picchiavano lo stesso. “C’era un tedesco grosso con la pancia, c’era un altro che scriveva a macchina… Contro di me usavano un bastone di ferro e una baionetta. Ero nuda, mi costringevano a continue flessioni, braccia in avanti e palme aperte. Alla fine degli interrogatori mi portavano al carcere di Canton Mombello. Un incubo, ancora adesso”. Dopo la prigionia, durata un mese, Enrichetta venne portata a Fossoli e da lì con il treno nel lager di Ravensbruck. Era il numero 49556. fame, freddo, pidocchi, corrente elettrica nel filo spinato, forni crematori….

    Mio padre - che è morto da tempo - era un comandante partigiano della Brigata Piave. Operava nella zona di San Donà: per lui, per me, per le tante Enrichette Comincioli il 25 aprile significa qualcosa. Anzi significa molto. Da lì, vedi Calamandrei, è nata la Costituzione. Purtroppo oggi una Costituzione sempre più bistrattata, inappliccata, violata”.

    sullo stesso tema: “a proposito di vespe”, “quel 26 settembre ‘44″, “quanti li videro…” e altri
    ciao

  16. Orlando scrive:

    In gioventù , negli anni settanta,ho visto bande fasciste aggirarsi per Milano aggredendo i “diversi” , Ho dovuto lottare per la mia emancipazione sociale sempre contrastato, a volte anche fisicamnte, dall’ideologia fascista che pervade ancora oggi il comune sentire degli italiani.
    Non sopporto più questo popolo di cialtroni arrivisti
    Non è bastata una liberazione , ne occorre al più presto un’altra

  17. Carlo Braccio scrive:

    …sarebbe una vergona…l’ennesima….

  18. fa scrive:

    RITIRATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Non condivido le motivazioni fasulle, ma il risultato è talmente importante che non ci penso:

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/berlusconi-25-aprile/franceschini-dopo-25/franceschini-dopo-25.html?rss

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